ITALIA - DELEGAZIONE DELLA LOMBARDIA - MONZA


SORPRESA E GODIMENTO

Ci sono gesti nella vita di papa Francesco che rimangono scolpiti nel cuore perché hanno la bellezza della semplicità e la profondità dell’incontro con la povertà. Penso ai senzatetto che, in un giorno memorabile (il 25 marzo) per la loro vita, hanno visto spalancarsi davanti ai loro occhi le porte dei Musei Vaticani. Centocinquanta senzatetto dentro lo splendore delle pitture e la bellezza degli affreschi: per loro e per nessun altro. Tutta quella bellezza a loro disposizione, da spartirsi solo tra simili.

È un’esperienza che mette in cuore il calore e il colore di un pomeriggio diverso e unico per chi è abituato a dormire sotto le stelle. E per l’occasione tutti con il vestito migliore per non sfigurare di fronte alla bellezza. È una folla di poveri che si lascia guardare, intervistare, fotografare. È un’umanità nei confronti della quale papa Francesco ha una predilezione perché è un uomo che ha percorso le strade dell’emarginazione che conosce non per sentito dire.

I poveri li vuole toccare, abbracciare, li vuole accanto, li va a cercare. Il Papa della misericordia si china sulle ferite della povertà e della miseria e mette al centro della vita chi dalla società viene continuamente mandato in periferia. Papa Francesco li ha voluti riportare al centro della vita nella loro dignità di uomini e di donne capaci di commuoversi di fronte alla bellezza, di fronte al fatto che il Papa abbia pensato a loro.

Poi un giorno li ha fatti entrare nella Cappella Sistina: là è dipinta la storia della salvezza, l’unica storia dove i poveri hanno il diritto dei primi posti. «Pregate per me» è stato l’unico prezzo del biglietto d’entrata che papa Francesco ha chiesto a quelle persone senza stabile dimora. Del resto la vita di ogni giorno, per loro, è il prezzo che pagano per la loro povertà. Tocca a noi inventare i piccoli gesti che consolano e che rialzano l’uomo nella sua dignità.


 

 


UN PROGETTO SPECIALE DI SOLIDARIETÀ

Protagonisti di questa bella pagina di solidarietà sono i bambini della Scuola dell’Infanzia del «Bianconi» insieme alle loro famiglie e alle maestre che, con sentimento e creatività, hanno trasformato la malattia grave (tumore al fegato) di un bimbo di quattro anni in un’occasione didattica e in una grande lezione di vita. Mai come in questa esperienza la scuola ha sentito le famiglie così vicine, così sensibili al problema della malattia e della sofferenza: i genitori sono diventati, con le maestre, i maestri singolari dei loro bambini.

La vicenda merita di essere raccontata perché non è stato facile, neppure per gli adulti, parlare ai bambini di quello che stava succedendo a un loro compagno. Il passaggio luminoso è che, a sei mesi dalla diagnosi, il bimbo ora sta bene, grazie a un nuovo fegato. Ma come spiegare il delicato tema della donazione degli organi a dei bambini così piccoli? A Monza una dottoressa dell’ospedale «San Gerardo», con due sue collaboratrici, ha scritto il libro «Robby, il delfino con la pinna arcobaleno» che narra l’avventura di un simpatico delfino che un giorno si ammala, affronta con coraggio l’intervento e, dopo molti esami clinici e tante cure, si ritrova con una bellissima pinna arcobaleno. La storia di Robby, il delfino, è diventata una fiaba da raccontare ai bambini per spiegare la situazione del loro compagno e per coinvolgere le famiglie. Ne è nata l’idea di dare vita a una raccolta fondi per aiutare i bambini in ospedale che devono affrontare un trapianto di organi. I genitori sono stati sensibilizzati sull’importanza di donare gli organi per permettere a chi, specie se piccolo, non ha prospettive di guarigione, di accedere a una vita normale, di progettare il proprio futuro e di sognare di diventare grande.

Durante le settimane di quaresima sono state preparate delle collane con pesciolini in panno colorato di vario tipo e una collana speciale con il delfino dalla nuova pinna: le collane potevano essere acquistate con una donazione. L’intero ricavato è stato dato all’associazione Onlus «Gli amici della pediatria» degli Ospedali riuniti di Bergamo che sostiene progetti di attività ludiche per preparare i piccoli malati, mediante il gioco, a quello che incontreranno nel percorso diagnostico di cure, e supporta le famiglie con aiuti concreti, anche psicologici, di assistenza attenta e qualificata. È proprio il caso di dire che la solidarietà e la preghiera insistente di tutta la comunità educante hanno reso possibile il miracolo: oggi il bambino sta bene e può sperare e sognare il suo ‘domani’.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org