ITALIA - PROVINCIA DEL TRIVENETO - ROVERETO


UNO STILE DI SERVIZIO

Al «Centro pastorale Beata Giovanna» è venuta a mancare improvvisamente, il 3 gennaio, Liviana Robol di sessantaquattro anni. Una figura conosciuta da tanti, amata e familiare.
Sempre presente in portineria o nell’atrio della «Beata» o nella chiesa di «San Carlo», era ormai identificata come membro della comunità delle suore di carità: accoglieva e salutava tutti con sorridente simpatia, sempre pronta a fare qualche piccolo servizio a chiunque;
una persona che entrava nel cuore di tutti per la sua bontà, per il suo profondo sentire cristiano che esprimeva in parole e comportamenti trasparenti e onesti, e per la sua rara e costante serenità.

Dalla saggezza della mamma e dalle suore - frequentava la «Beata» dall’età di quattro anni - aveva imparato la prudenza nell’affrontare persone e situazioni mantenendo un certo distacco, distinguendo il bene dal male. Conservava qualche tratto un po’ ‘rustico’, segno di un suo istintivo modo di proteggersi. Sobria ed essenziale, si permetteva piccoli regali, segno di affetto e di riconoscenza, rispondenti alla sensibilità delle persone, quasi sempre lavoretti usciti dalle sue mani.
Amava la discrezione sulla sua vita: senz’altro una difesa, sapendosi sola, ma anche rispetto verso se stessa e desiderio di non dare peso o preoccupazione ad altri.

 

Voleva bene al fratello Giovanni e alla nipote Federica; raccontava felice di loro, quando li aveva incontrati. Amava le sue suore, le Dame inglesi, presso le quali aveva frequentato la scuola, e le visitava regolarmente e volentieri, quasi un rito, per avere ancora affetto e consiglio.

Coltivava la preghiera di adorazione in «san Carlo», una sorgente di forza e di gioia nella sua giornata, una dimensione spirituale maturata e approfondita nel tempo.

Si affezionava a ogni suora che passava nella comunità della «Beata».
Conservava una piccola lista per le telefonate periodiche, per i biglietti d’auguri: coltivava così l’amicizia con le persone per lei più significative. Aveva pure qualche persona, anziana, povera o sola, da visitare con la naturalezza e la tenerezza che le erano caratteristiche.
Tutto questo era il suo tratto evangelico evidente e amato.

Liviana, se ne è andata senza essere di peso a nessuno, come desiderava, ma ha lasciato un vuoto grande in tutti noi.
Proprio perché era così, la sua presenza rimarrà viva nel nostro cuore!


PADOVA:
CATECHESI E CARITÀ

Sabato 7 febbraio un gruppo di ragazzi con i genitori, accompagnati dai catechisti, ha fatto visita alla casa di riposo «Maria Bambina». L’esperienza rientra nel cammino di iniziazione cristiana che questo gruppo sta compiendo in una parrocchia della città, con l’obiettivo di creare sinergia tra catechesi, liturgia e carità. La seconda fase del cammino prevede di «mettere il ragazzo a contatto con il vissuto di carità della parrocchia e della diocesi, incontrando testimoni della carità ». È il tempo del discepolato, è il momento di imparare a vivere come Gesù.

Mi è stato chiesto dai catechisti di presentare ai ragazzi il servizio di carità verso le persone anziane. Riflettendo e riferendomi all’esperienza che sto vivendo, ho pensato di rendere completa la testimonianza con la presenza di Antonietta, ospite da quattro anni nella nostra casa, e di Carlo, infermiere professionale di ventiquattro anni.

Forti l’attenzione e il coinvolgimento dei ragazzi e dei genitori, commozione e stupore per quanto è stato loro presentato. L’ospite si è espressa dicendo, tra l’altro: «Ho lasciato la mia famiglia, ma posso dire con sincerità che qui ho trovato un’altra famiglia» e Carlo: «Sto imparando tanto professionalmente, ma soprattutto ho capito quanto sia importante creare relazioni con la persona e questo aspetto cerco di viverlo».

Il gruppo poi ha incontrato le ospiti in salone: ha offerto loro fiori in origami e ha cantato, accompagnato dalla chitarra di un papà. Non è mancata, anche se breve, una visita in cappella; i ragazzi sono rimasti stupiti davanti al simulacro di Maria Bambina: insieme abbiamo pregato per il loro cammino.

Ringraziamo il Signore per quanto ci ha dato di vivere, di testimoniare, di amare, in particolare per il dono della concreta e positiva collaborazione con i laici nel servizio di carità.
 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org