ITALIA - DELEGAZIONE GEN. LOMBARDIA- TREVIGLIO



CON LA MENTE OLTRE LE PAROLE

Così la mente mia, tutta sospesa, mirava fissa, immobile, attenta (Dante, Par XXXIII, 97-98). Venerdì 23 gennaio, nella classe quinta del Liceo delle Scienze Umane del «collegio degli Angeli» di Treviglio, si è svolto un incontro entusiasmante con il professor Giuseppe Piantoni, cultore della Divina Commedia, sul XXXIII canto del Paradiso, il più complesso per i suoi contenuti filosofici, teologici e mistici.

Il professore non ha tenuto una normale lezione scolastica, bensì un dialogo e un confronto aperto con noi studentesse. Gli argomenti trattati sono stati: la preghiera di san Bernardo, l’intercessione della Madonna, la visione di Dio e il mistero della Trinità.

Queste tematiche, di difficile comprensione, sono state esposte in modo semplice e chiaro, ricorrendo a esempi che si collegano al mondo contemporaneo e anche al nostro quotidiano.

Durante la conversazione, il docente ha sottolineato più volte che il suo intervento era uno ‘spettacolo’ per trasmetterci la passione per il poema dantesco;
in realtà, la sua argomentazione ha spaziato dalla cosmologia alla filosofia, dalla teologia alla letteratura: per questo i nostri occhi, le nostre menti e i nostri cuori sono stati quasi «conflati insieme, per tal modo / che ciò ch’i’ dico è un semplice lume» (Par, XXXIII, 89-90).


Come Dante fu rapito dalla visione di Dio, così noi siamo state catturate dalle parole del professor Piantoni e ci siamo ritrovate nell’aurea fulgente del Paradiso.
Anche quando ha declamato a memoria il XXXIII canto, ci ha coinvolte con il suo atteggiamento ricco di pathos, trasmettendoci la voglia di approfondire e di scoprire il vasto universo della commedia dantesca, senza soffermarsi sull’aspetto letterale, ma spingendo gli sguardi, oltre le righe, verso i significati più profondi del testo. Non contano tanto la sovrastruttura, l’apparenza, quanto la struttura, il contenuto: un’opera d’arte è tale proprio per questo... e la «Divina Commedia » lo è!

 

 



ALZANO LOMBARDO:
RICORDI DI UN NONNO

L’Istituto «San Giuseppe», o meglio ancora ‘le suore’ come noi alzanesi usiamo chiamarlo, ha rappresentato e rappresenta qualcosa di veramente importante nella storia della nostra comunità.
In esso sono passati migliaia di bambini alzanesi, e non solo, e in esso si sono nutriti dei loro primi elementi educativi.

Molti di quei bambini sono rimasti a crescere e a vivere nel paese, altri si sono trasferiti.
Alcuni sono diventati anche persone importanti, ma tutti sono tributari al vostro Istituto dell’educazione primaria ricevuta: di certo quelli della mia generazione che, priva di tv e di internet, apprendeva sui banchi di scuola, oltre che in famiglia, i principi guida della vita.

Lo scorso Natale ho deciso di regalare ai miei figli, ormai grandi e anch’essi genitori, un libro sulla mia vita, nel presupposto che, se mio padre mi avesse lasciato un libro della sua vita, sarebbe per me oggi un bene tra i più preziosi. Nello scriverlo ho attinto ai ricordi e agli episodi che più mi sono rimasti in memoria, convinto che proprio per ciò abbiano rappresentato elementi importanti della ‘mia storia’.
Tra di essi hanno trovato spazio, rilevante e nitido, gli anni passati alla scuola elementare delle suore; questo dice che cosa per noi, bambini degli anni ’50, le suore rappresentassero: c’è il sacro e il profano e la vita di una persona che quei valori appresi da bambino ha tentato di affermarli con coerenza nelle battaglie della vita.

Gradirei visitare l’Istituto, vedere se c’è ancora l’aula del mio primo giorno di scuola e la cappella dove, di primo mattino, servivo la Messa per le suore e per ‘le interne’, e quella Maria Bambina sopra l’altare tutta fasciata stretta stretta nel raso bianco…




 

 

 

 

 

sito web ufficiale: www.suoredimariabambina.org