DAL MONDO
   
  VENEGONO - Italia


LE SUORE IN SEMINARIO, UNA "VITA IN PREGHIERA E LAVORO"

Il nuovo anno seminaristico non vede più la presenza delle Suore di Carità della sante Capitanio e Gerosa, più note con il nome di Suore di Maria bambina. Un avvenimento che interrompe 115 anni di storia, dalla quale emergono alcune costanti che hanno sempre caratterizzato la loro sobria vita di preghiera e lavoro nella comunità del Seminario.


Quando nel 1898 le suore entrarono in Seminario, un gruppo prese dimora nel Seminario liceale di Monza, mentre altre si misero a servizio del Seminario del Duomo, che proprio allora muoveva i primi passi. Le suore di questo secondo gruppo "dalla loro casa di via Santa Sofia partivano ciascuna con la propria saccetta: c'era il loro pranzo ¹".

Con il medesimo stile, il giugno scorso, le suore Allfonsa, Fabiola e Rachele hanno lasciato il Seminario di Venegono, portando via con sé poco o nulla, tanto è vero che è bastata un'auto per condurre ciascuna alla propria nuova destinazione. Ciò che ha contraddistinto le suore della prima e dell'ultima ora va esteso alle tante suore che si sono succedute, oltre che nelle già ricordate sedi di Monza e del Seminarietto, nel Seminario maggiore di corso Venezia (a partire dal 1912), in quello gunnasiale di Seveso (a partire dal 1914) e a Venegono (dal 1930). Tutte hanno condotto in Seminario uno stile di vita sobrio.


LA REGOLA DELLA FONDATRICE

Per comprendere il motivo per cui le Suore di Maria Bambina si sono messe a servizio del Seminario, occorre risalire all'abbozzo di regola della loro fondactrice, Bartolomea Capitanio, dove si trovano gli ambiti della loro missione, cioé la "cura delle figliole povere o in qualsiasi modo bisognose", "l'aiuto spirituale e corporale dei malati", "una santa premura per la sua [di Dio, ndr] Casa", il che avrebbe significato adottare "ogni diligenza e sollecitudine perché in essa si osservi un santo decoro e una gran pulitezza". Come i primi due ambiti di missione si rivolgevano alle persone (le ragazze e gli ammalati), altrettanto vale per il terzo ambito, poiché il decoro per le chiese era espressione della stima per il sacerdozio e del desiderio di servire i sacerdoti. Quello che si trova nell'abbozzo delle regole è la radice di ciò che ogni seminarista e ogni prete ha sperimentato nei propri riguardi in Seminario, cioé la venerazione che le suore hanno sempre avuto per loro.

 


Nel 1943 il rettore del liceo di Venegono, don Giovanni Colombo, sintetizzava l'esistenza delle suore nell'espressione "vita in preghiera e lavoro" e quindi proseguiva: "Quando nel primo pomeriggio sono riprese le lezioni [...] e sotto i portici non s'incontra anima viva, capita a volte di sentire, nel gran silenzio un canto devoto [...]. Sono le Suore che nella Capellina della loro clausura si riposano dalle fatiche di mezza giornata pregando e cantando davanti alla santa Eucaristia. E dopo, col cuore rinnovato e colmo di pace, ciascuna corre più leggera al suo lavoro: chi al pollaio, chi al forno, chi alla pentola, chi alla lavanderia, chi al rammendo".
La scuola al pomeriggio, in Seminario dove non era prevista la presenza di laici (di qui i portici vuoti durante le lezioni scolastiche), la clausura delle suore: tutto ciò se n'é andato con il passare del tempo, come se ne sono andate molte delle attività delle suore di quegli anni.
Ma una cosa è sempre rimasta: l'aver portato avanti insieme, giorno per giorno, l'ora et labora, tanto è vero, ad esempio, che quello che a suo tempo udiva il rettore Colombo l'hanno potuto ascoltare tutti coloro che risiedettero a Venegono in questi ultimi anni.

 

  LA RICONOSCENZA DEI PRETI

Molte sono le testimonianze di preti del Seminario che ringraziano per la presenza delle suore. Spicca quella dell'economo p. Ranieri Boga risalente al settembre 1946 e rivolta alla madre Angiolina Reali: "Non posso non esprimerle tutta la gratitudine per quanto le suore hanno fatto in Seminario. A Venegono specialmente, dove il lavoro non è da poco, siamo edificati per lo spirito di generosità, di adattamento, di soprannaturale comprensione della nostra istituzione". D'altra parte, accanto a simili ringraziamenti per le suore, nel libro utilizzato per comporre quest'articolo si afferma che "convinzione delle suore è quella di essere loro a ricevere dal Seminario molto più di quanto fanno". Tra i diversi motivi, il libro in questione dà rilievo alle catechesi riservata alle suore di Venegono, mai venute meno grazie alla disponibilità di alcuni preti del Seminario, come don Virginio Pontiggia, che le ha gestite negli ultimi quindici anni. Dunque, il Seminario ringrazia le suore e le suore inrgraziano il Seminario: è sempre stato così fino all'ultimo, come è avvenuto il 16 maggio scorso quando a Venegono c'è stata la festa di saluto alle suore.

Suor Graziana è stata la superiora delle suore di Venegono nella prima parte degli anni '80 del secolo scorso. Salutando le sue consorelle per assumere un nuovo incarico, in un biglietto raccomandò loro: "Il mio ricordo per tutte e per ciascuna di voi è vivo. Grazie per la vostra comprensione e partecipazione nei momenti di gioia e di sofferenza; per il vostro buon esempio [...]. Collaborate con la nuova superiora in serenità e comunione, come avete sempre fatto con me".
Queste parole esprimono la costante, tra tutte, più propria delle suore del seminario: esse hanno sempre cercato di essere una comunità. Per questo, come insieme sono arrivate, insieme ci hanno lasciato.



¹: Il Seminario di Venegono 1935-1985. Pagine di un cammino, a cura di C. Pasini e M. Spezzibottiani, NED, Milano 1985, 145-161 (M. C. Bianchi) e 213-214 (G. Colombo).
 

 

 

Da: Don Umberto dell'Orto, La Fiaccola. Rivista dell'"Associazione amici del Seminario" Milano

Novembre 2013 Anno LXXXVII, pag 28-29





web site official: www.suoredimariabambina.org