DAL MONDO
 

 

 

Ghaziabad - India



LEGAMI D'AMORE

Il legame d’affetto tra fratello e sorellaè uno dei più nobili e profondi sentimenti umani. In India, per celebrare questo rapporto, la sorella lega un filo sacro intorno al polso del fratello. Il filo, simbolo dell’amore tra i due, è chiamato
rakhi, che significa ‘vincolo di protezione’, e raksha bandhan cioè ‘il forte deve difendere il debole dal male’.

 

Questo rito non solo rafforza il legame naturale tra fratelli e sorelle, ma va oltre l’ambito della famiglia. Quando un rakhi è legato al polso di amici e vicini di casa, si sottolinea la necessità di una vita sociale fraterna, in cui ogni individuo convive con tutti in modo pacifico, come fratelli e sorelle, e tutti i membri della comunità si impegnano a difendersi l’un l’altro.

Rakhi, senza dubbio, contribuisce a sciogliere eventuali tensioni sociali, suscita spirito di fratellanza, offre l’opportunità di rivedere i propri comportamenti e, soprattutto, porta gioia nella vita quotidiana.

Gli studenti delle nostre scuole hanno celebrato questa festa il 19-20 agosto. Dopo aver eseguito un canto in sanscrito, che ha creato un clima di preghiera, hanno spiegato il signi ficato storico, sociale e religioso della festa.
Con molto rispetto, hanno poi legato rakhi, il filo sacro dell’amore, al polso delle suore, degli insegnanti e dei collaboratori, cantando insieme:«Che tutti siano felici / possano tutti essere liberi dal male / possano tutti vedere solo il bene / nessuno si trovi in difficoltà».

 

 
È stata una bella giornata in cui ognuno nuovamente si è reso consapevole che Dioè relazione, che è lui la sorgente dei rapporti umani fondati sul rispetto e sull’aiuto reciproco.




I PREDILETTI DI DIO

La nostra scuola «Hindi Medium» ha ripreso con nuovo slancio le attività scolastiche: lezioni, esami, attività extra curriculum, concorsi e giornate di formazione per gli insegnanti e i genitori dei nuovi alunni. È un mondo con molteplici attività, sempre alla ricerca di un’eccellenza accademica. Recentemente il programma di informazione ha catturato l’attenzione dei genitori, ‘poveri senza voce’ e la cui presenza non è riconosciuta nella società. La sessione è iniziata con un canto di preghiera, proiettato da suor Edith Elenjikal, che si esprime così: «Lo Spirito di Dio pervade tutto il mondo; egli dimora nel cuore di ognuno; ciascuno è in cerca dell’Essere Supremo nel modo in cui l’ha conosciuto e come gli altri glielo hanno comunicato».

In questo terreno fertile per l’evangelizzazione, la suora ha parlato di Gesù Cristo, che è il centro del nostro impegno educativo, presentando la sua vita di servizio e di amore, l’accoglienza di ogni uomo, ricco e povero, nel suo regno di pace, dove tutti sono uguali. Il silenzio che ha pervaso l’assemblea era segno del profondo interesse. Suor Pushpa Lucy Roy ha comunicato ai genitori il risultato ottimo degli esami di quest’anno. È stato un incontro interattivo: due dei docenti hanno spiegato ai genitori come è necessaria la loro collaborazione con la scuola per la crescita e lo sviluppo dei bambini, e i genitori hanno esposto le motivazioni dell’iscrizione dei figli in questa scuola: la buona disciplina, il risultato scolastico eccellente, soprattutto l’estrema cura che le suore e gli insegnanti hanno dei poveri e delle persone semplici.

È stata una giornata arricchente per i genitori e incoraggiante per le suore e il personale.





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