DAL MONDO
 

 

 

Narayangarh - Nepal

A servizio degli emarginati



Dal 2006 le suore di Narayangarh - «Don Bosio Convent», in Nepal, prestano servizio presso i bambini degli indigeni
chepang. Avevo già sentito parlare della loro missione presso la scuola e l'ostello di Navodaya, ma mi rendo conto che conoscevo una minima parte rispetto alla realtà.


 

Il nucleo dei chepang è uno dei cinquantanove gruppi indigeni riconosciuti dallo stato del Nepal, il più emarginato e a rischio di estinzione. I loro insediamenti sono aree remote, non collegate da strade; per raggiungere un villaggio si deve camminare da due a quindici ore dopo aver lasciato la strada principale. Sono sparsi sui pendii scoscesi della catena di Mahabharat.

Parlano un dialetto che deriva da uno dei ceppi tibeto-birmani. Nel passato conducevano vita nomade, ma negli anni recenti hanno dimostrato interesse alla coltivazione della terra. A causa della lontananza dei loro insediamenti si trovano geograficamente e socialmente isolati e non hanno la possibilità di educarsi, né di svilupparsi. Per questo è stata fondata la scuola di Navodaya, che significa «nuova alba», per i poveri e i gruppi più emarginati della società.

Quando l'associazione «Piccolo fiore» ha conosciuto i chepang, ha subito intravisto la necessità di impegnarsi per risollevare le condizioni di questo gruppo indigeno, sostenendo e incoraggiando positivamente la promozione della loro cultura e delle loro tradizioni.

La semplicità e la spontaneità di chi vive nelle foreste si rispecchiano nei bambini che frequentano la scuola.

L'educazione è residenziale e si devono pure provvedere loro gratis il cibo, il convitto, la divisa, i libri: tutto ciò che è necessario per vivere una vita normale, dignitosa. La scuola è esclusivamente per i chepang, per evitare a questi bambini qualsiasi tipo di confronto con classi sociali più avanzate. Hanno bisogno di tempo per uscire dall'isolamento sociale e dall'estrema povertà e così integrarsi con gli altri. Attualmente sono duecento i bambini che frequentano l'ostello e la scuola, dalla terza alla nona classe. Nel novembre 2011 la scuola con l'ostello, che era una piccola casa in affitto, è stata trasferita in una struttura più grande che offre maggiori possibilità, grazie anche agli aiuti della Germania.

L'obiettivo educativo-formativo è aiutare gli studenti a sviluppare le loro capacità attraverso corsi di musica, disegno, danza, computer, taglio e cucito ... Siccome molti sono portati alle arti e ai lavori manuali, c'è pure una scuola professionale dove i ragazzi si preparano a diventare elettricisti, riparatori di mobili, estetisti per poter trovare presto un'occupazione.

L'associazione «Piccolo fiore» fa ogni possibile perché la scuola di Navodaya continui ad aiutare i bambini chepang dando loro anche la possibilità di frequentare le scuole superiori. Nutriamo la speranza che la comunità chepang veda nascere una nuova alba e che gli stessi indigeni possano sognare una nuova alba per le future generazioni, una nava udaya.



suor Franca Augustine

 




 





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