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Roma - Italia

Giornate storiche



L'annuncio di Benedetto XVI di rinunciare al «ministero petrino» scuote il mondo. È un abbraccio di popolo all'ultimo Angelus, il 24 febbraio. Le sue parole si imprimono in ogni cuore: «Il Signore mi chiama a salire sul monte, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione; questo non significa abbandonare la Chiesa, ma la servirò con lo stesso amore».

Il 28 febbraio alle ore 17.15, nel cortile di San Damaso in Vaticano, noi suore del «Pontificio Collegio Etiopico» prendiamo parte, con grande commozione, al commiato di Benedetto XVI che lascia il Palazzo apostolico diretto a Castel Gandolfo; alle ore 20.00 termina il suo pontificato. «Ora sono semplicemente un pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra», dice salutando la folla.

Noi, che abbiamo vissuto l'esperienza della «sede vacante» nel 2005, ci disponiamo a trascorrere questi giorni nella preghiera e nell'offerta, in attesa del Conclave.

 

Il trasferimento provvisorio dei sacerdoti studenti del «Pontificio Collegio Etiopico» dà la possibilità di offrire venticinque posti ai 'nuovi ospiti': monsignori, padri confessori e laici addetti alle varie manutenzioni. I gendarmi hanno messo il sigillo di sicurezza a tutte le finestre e le porte del Collegio, lasciando libere solo quelle di accesso agli ambienti, che sono stati tutti monitorati per la bonifica.

L'11 marzo, alle ore 17.30, con il biglietto inviatoci dall'ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Santo Padre, abbiamo accesso alla Cappella Paolina per il giuramento di officiali e addetti al Conclave. Presiede alla cerimonia il cardinale camerlengo Tarcisio Bertone, mentre l'arcivescovo mons. Lorenzo Baldisseri, segretario del Collegio cardinalizio, rivolge ai presenti una breve ma chiara riflessione sul significato e sull'estensione del giuramento.
Insieme proclamiamo la formula, poi ci rechiamo personalmente al leggio, appositamente preparato, e pronunciamo l'invocazione: «Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli, che tocco con la mia mano...», e poniamo la firma sotto la formula.

Nella mattinata del 12 marzo ci viene tolta la linea telefonica e l'uso di cellulari, radioline ... In serata, dopo il giuramento dei cardinali nella Cappella Sistina, inizia il vero e proprio isolamento: non possiamo parlare, né vedere le persone ospitate nel Collegio. Siamo sotto stretta sorveglianza dei gendarmi che vigilano ventiquattro ore su ventiquattro affinché tutto proceda per il meglio, senza fughe di notizie.

 

 

Mercoledì 13 marzo, alle 19.06, dopo la quinta votazione, dal comignolo della Sistina si eleva maestosa e inconfondibile la fumata bianca che annuncia l'avvenuta elezione del nuovo Pontefice. All'annuncio: «Habemus Papam: Franciscus!» anche le nostre tensioni si allentano e ci uniamo a tutto il popolo di Dio che inneggia a Francesco, primo Pontefice sudamericano della storia, e con lui «iniziamo un cammino di fratellanza».




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