DAL MONDO
   
 

TREVIGLIO - ITALIA

Atto di affidamento


 

L'indizione dell'Anno della fede per ricordare il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II è stata l'occasione per tutti i settecento studenti del «Collegio degli angeli», dalla prima elementare alle quinta superiore, di compiere l'atto di affidamento.

La fede è una dimensione che tocca ogni soggetto in quanto essere umano; anche chi è confuso o fatica ad aderire a un'opzione di fede definita non può fare a meno di porsi delle domande la cui risposta è un atto di affidamento.
La nostra condizione radicale di figliolanza dovuta al fatto che nessuno di noi si è auto-generato o auto-creato, ma proviene da qualcuno e da qualcosa (la natura), ci dice in ogni momento che non siamo e non possiamo essere autosufficienti e autoreferenziali. Per questa ragione abbiamo la necessità di riferirci al Trascendente per affidare quei desideri, quelle aspirazioni o ideali che non possono dipendere dal nostro semplice operare perché, per essere realizzati, rimandano a una forza più grande che non è nelle nostre disponibilità. Consapevoli di questo e stimolati dalla ricorrenza che la Chiesa ha voluto sottolineare, ciascuno studente, in base alla sua condizione, al suo stato d'animo e alla sua sensibilità, ha scritto su un foglietto il suo atto di affidamento e, insieme ai suoi compagni di classe, lo ha deposto in uno scrigno collocato sugli scalini dell'altare davanti a Gesù Eucarestia. Sono seguiti un momento di riflessione silenziosa, perché è nel silenzio che Dio ci risponde, e un momento in cui tutti i nostri atti di affidamento sono stati simbolicamente raccolti nell'accensione di una candela per classe, la cui luce è stata trasmessa da quella del cero pasquale. La partecipazione dei ragazzi a questa occasione di riflessione e di viaggio nell'interiorità è stata molto positiva; tutti hanno capito il senso dell'iniziativa e ciascuno ha dato ad esso il significato che maggiormente corrispondeva alla propria sensibilità e al proprio cammino di fede, ma quanto è apparso ci fa ben sperare sulle potenzialità che i nostri studenti hanno di vivere i momenti dello spirito.



 

Per questa ragione abbiamo la necessità di riferirci al Trascendente per affidare quei desideri, quelle aspirazioni o ideali che non possono dipendere dal nostro semplice operare perché, per essere realizzati, rimandano a una forza più grande che non è nelle nostre disponibilità.

Consapevoli di questo e stimolati dalla ricorrenza che la Chiesa ha voluto sottolineare, ciascuno studente, in base alla sua condizione, al suo stato d'animo e alla sua sensibilità, ha scritto su un foglietto il suo atto di affidamento e, insieme ai suoi compagni di classe, lo ha deposto in uno scrigno collocato sugli scalini dell'altare davanti a Gesù Eucarestia.

Sono seguiti un momento di riflessione silenziosa, perché è nel silenzio che Dio ci risponde, e un momento in cui tutti i nostri atti di affidamento sono stati simbolicamente raccolti nell'accensione di una candela per classe, la cui luce è stata trasmessa da quella del cero pasquale.

La partecipazione dei ragazzi a questa occasione di riflessione e di viaggio nell'interiorità è stata molto positiva; tutti hanno capito il senso dell'iniziativa e ciascuno ha dato ad esso il significato che maggiormente corrispondeva alla propria sensibilità e al proprio cammino di fede, ma quanto è apparso ci fa ben sperare sulle potenzialità che i nostri studenti hanno di vivere i momenti dello spirito.

 




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