DAL MONDO
   
 

VENEZIA - ITALIA

Pastorale del turismo



Per la mia esperienza di trent'anni posso dire che ogni visita guidata nella basilica di San Marco a Venezia è un racconto di fede che i turisti apprezzano, perché vengono condotti a conoscere non solo artisti e stili, ma la storia di un popolo che ha costruito la Chiesa.

La richiesta crescente, in questi ultimi anni, del turismo in generale, ma soprattutto del turismo di arte religiosa, è una sfida, un'opportunità per le parrocchie e per le diocesi. All'interno dell'Ufficio per la pastorale del turismo della diocesi di Venezia, dove collaboro, abbiamo maturato l'idea che l'approccio con il patrimonio artistico dovrebbe essere un'occasione per narrare, da parte di chi presenta, e per ascoltare un racconto da parte dei fruitori. In effetti questa è la dimensione più ordinaria per superare le barriere culturali. Non a caso, l'ultimo messaggio rivolto al mondo del turismo da parte del Pontificio consiglio dei migranti ha come titolo: «Turismo come avvicinamento delle culture». In particolare quello dell'arte aiuta le culture a conoscersi e, di conseguenza, ne facilita l'avvicinamento, facendo superare diversità e pregiudizi.


  L'uomo oggi sta riscoprendo, in maniera costante e progressiva, il bisogno di un cammino, di una meta, di un incontro che possano soddisfare la sua ricerca di cose vere. Spesso le trova in luoghi segnati da un ricordo, da un'esperienza, da un contatto, da una presenza (del Signore, della Vergine, degli Apostoli e dei Santi), che non lascia più come prima.

Il pellegrinaggio è una grande tradizione della Chiesa. I tempi e i luoghi non sono casuali: essi infatti parlano di Dio, e in essi Dio parla all'uomo.

Ecco perché la pastorale del turismo si è impegnata, in questi ultimi vent'anni, ad andare incontro ai bisogni che caratterizzano il nuovo secolo: bisogno di identità sociale, di autorealizzazione, di qualità; il turista, più che 'visitare', vuole capire il senso profondo di quello che vede, perché la 'visione' si trasformi in esperienza interiore. È interessante notare che tra le motivazioni del viaggiare sta crescendo il senso del sacro. Il viaggio è una metafora della vita, metafora dell'infinito andare verso gli altri: il luogo degli incontri, delle relazioni, delle comunicazioni. La ragione è semplice e grande: l'incontro con l'altro comporta un viaggio, un cambiamento.

Il patrimonio dei beni culturali ecclesiali è un'enorme risorsa pastorale che la Chiesa, ancora oggi, offre attraverso l'arte, le immagini, gli arredi, gli ambienti (architettonici e naturali): spazi di senso, occasioni di preghiera e di lode, percorsi di ricerca, di memoria viva, di trasmissione di valori. Il card. Joseph Ratzinger diceva: «L'incontro con la bellezza può diventare il colpo del dardo che ferisce l'anima e in questo modo le apre gli occhi».

Benedetto XVI nelle sue catechesi ci propone la 'via' della bellezza: «Affinché oggi la fede possa crescere, dobbiamo condurre noi stessi e gli uomini in cui ci imbattiamo a entrare in contatto con il bello e annunciare la verità della bellezza. Non la bellezza mendace, falsa, una bellezza abbagliante che non fa uscire gli uomini da sé per aprirli nell'estasi dell'innalzarsi verso l'altro, bensì li imprigiona totalmente in se stessi».
 


 

Il patrimonio culturale religioso risulta essere, in tal senso, un percorso privilegiato. Infatti, nei nuovi 'areopaghi' del mondo contemporaneo, tra cui il turismo, «La Chiesa ha molto da dire in modo originale in quanto è portatrice di una parola di valore assoluto e di una tradizione di valori, che non possono non arricchire di senso l'uomo del turismo, della vacanza, del viaggio» (cf CEI, «Parrocchia e pastorale del turismo», EDB, 2003).

La pastorale del turismo è una missione e un'opportunità di evangelizzazione o di pre-evangelizzazione, in quanto offre al turista l'occasione di un salto di qualità. Le diverse tipologie di turismo sollecitano la comunità cristiana a mettere a disposizione in modo intelligente i beni culturali ecclesiali di sua proprietà, a farli conoscere, a curare la tutela del territorio, la conservazione e il rispetto delle tradizioni locali. Sono molto apprezzabili le iniziative per formare guide motivate, gruppi di animazione culturale e un volontariato che sappia condurre i turisti alla scoperta dei valori religiosi attraverso la lettura iconologica e iconografica dei beni artistici. Queste guide volontarie sono sparse in tutta Europa; nel corso degli anni si sono raggruppate nell'associazione «Ars et Fides», di cui io stessa sono co-fondatrice (vedi il sito: www.Arsetfides.Eu).

Ogni nazione programma la formazione delle proprie guide nella lingua locale. L'associazione è particolarmente utile per approfondire alcuni argomenti comuni, ma specialmente per lo scambio di guide. Nei mesi estivi chiedo ai colleghi francesi, spagnoli, tedeschi e inglesi di inviarci alcuni membri giovani (normalmente studenti universitari o neo-laureati). Appena arrivano seguono un corso di formazione intensa, poi prestano il servizio di accoglienza e di guida per tre settimane. È previsto ogni giorno un incontro formativo e di condivisione prima di iniziare l'attività. È un'occasione per guardarci in faccia, per studiare insieme, per capire la ricchezza e la bellezza del messaggio cristiano che l'arte e in particolare i mosaici racchiudono. È il momento più atteso della giornata.
La Basilica provvede il vitto e l'alloggio ai volontari europei.

I turisti rimangono stupiti di trovare giovani connazionali che spiegano loro, con competenza e passione, le immagini nella propria lingua e soprattutto 'gratis'.

A Venezia il campo si è allargato molto. Abbiamo una ventina di accompagnatori pastorali che operano gratuitamente e una sessantina di 'allievi' che si stanno preparando. Per la Chiesa di Venezia è una vera missione. Nella sua visita pastorale Giovanni Paolo II aveva affermato: «La diocesi di Venezia ha una speciale vocazione missionaria. Molte diocesi mandano i missionari in altri paesi. Per i veneziani c'è un altro modo di vivere la missionarietà: è il mondo che viene a Venezia e visita le sue chiese straordinariamente ricche d'arte».

La pastorale del turismo è una dimensione della presenza della Chiesa nel mondo contemporaneo. È uno sforzo e un compito per rendere effettivo l'annuncio del Vangelo nella concretezza e nella mutevolezza di un vivere provvisorio, instabile e distratto, ma che tuttavia racchiude un bisogno di umanizzazione, una ricerca di libertà, un desiderio profondo di ritrovare se stesso.


suor Leonard Azzopardi





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