DAL MONDO
   
 

MILANO - ITALIA

Ci aspettava sorridente e materna



Ad attenderci a Milano 'sorridente e materna c'era, ovviamente, Maria Bambina, la Reginetta, come fu chiamata dalle sorelle che ebbero la fortuna di venerarla per prime dopo i miracoli da Dio compiuti, per farla apparire in tutto il suo perenne splendore. Aspettava proprio noi, cinquanta-cinque suore della provincia del Triveneto, il secondo drappello che ha aderito all'invito di madre Costantina di effettuare quest'anno un pellegrinaggio a casa generalizia, sia per favorire alcune suore che da molti anni non la vedevano sia per sostare in preghiera nel santuario di Maria Bambina.

Viaggio ottimo, organizzazione perfetta, arrivo festoso, accoglienza squisita da parte della superiora della comunità, suor Cicily, e delle sorelle che hanno collaborato perché trovassimo ristoro e aria di casa. Un'aria naturalmente cambiata rispetto ai 'nostri tempi', profumata da volti che mostrano l'internazionalità dell'Istituto. India, Myanmar, Romania, Africa, Italia: un arcobaleno di colori dentro il quale 'l'italiano', colore predominante in passato, si dissolveva lasciando, però, speranza e fiducia nella vitalità della nostra famiglia religiosa.


  Il tempo a nostra disposizione per saluti e convenevoli era in realtà breve e la nostra abile conduttrice, suor Giuseppina Vanazzi, ci ha sollecitate a recarci in santuario per la Celebrazione eucaristica presieduta da don Andrea Swiecinski, sacerdote polacco in missione nella diocesi di Mila-no. Ad accompagnare i canti con la chitarra c'era la mamma di tre figli, associata alla nuova istituzione religiosa da lui fondata. Ricco il messaggio che ci ha lasciato, commentando le letture del giorno e guardando all'identità profonda di Maria Bambina. Penso che della sua ampia omelia due siano le 'perle' preziose da custodire come dono di Maria proprio per noi.
- II Cielo è nel nostro cuore, è vicino, nella misura in cui viviamo di amore reciproco, come famiglia che ha origine nella Trinità e che da essa è plasmata.
- Maria Bambina ci vuole piccole, fiduciose, soprattutto tenere, capaci di accettare 'le coccole' e di avvolgere di 'coccole' le sorelle con cui viviamo e quanti avviciniamo nel nostro cammino.

Abbiamo tradotto in familiarità e spontanea comunicazione quanto lo Spirito ci aveva donato durante il pranzo, preparato e servito con la dinamicità dei 'milanesi', ma anche con la grazia e il sorriso dell'India e del Myanmar. Non è mancato il portachiavi-ricordo con l'immagine di Maria Bambina, dono di madre Annamaria, assente per i suoi impegni apostolici. In casa non c'erano neppure le assistenti né madre Piercarla e, un po', ci è spiaciuto, però la superiora le ha egregiamente rappresentate.

Dopo la visita al ricco museo, verso le 14.30 ci siamo ritrovare in santuario dove suor Mariantonia Tessari, nostra conterranea, ci ha fatto 'riposare' nella 'grande culla' edificata dall'architetto Giovanni Muzio e consacrata dal cardinale Ildefonso Schuster nei giorni 20 e 21 novembre 1953. Una profonda commozione era visibile sui volti delle sorelle che ascoltavano la presentazione dell'architettura del santuario e le varie raffigurazioni della vita di Maria, all'interno della storia del suo popolo, incastonate nelle vetrate o dipinte sulle pareti di fondo. Commozione e gioia per essere state chiamate a tale grazia: essere «figlie del Redentore» come lo fu la piccola Madonna, solenne nella sua culla, incoronata regina del cielo e della terra, arcobaleno di pace tra Dio e gli uomini.
 
 


Negli ultimi istanti di preghiera in santuario, di fronte alla sublimità della nostra chiamata, è risuonato con nuova chiarezza l'invito che don Andrea ci aveva rivolto all'inizio dell'Eucaristia, al momento dell'atto penitenziale: «Siamo belle, della bellezza di Dio che in noi ha fatto grandi cose, ma non in tutte e in misura piena risplende questa bellezza». Guardando a Maria, è necessario rimetterci a nuovo invocando la sua intercessione e risvegliando la passione per la carità tradotta in tenerezza e in servizio reciproco.

Verso le 15.30 la partenza da casa generalizia. Saluti, ringraziamenti e un viaggio ottimo accompagnato dalla preghiera del Rosario e dalla celebrazione dei Vespri.


Tutto è grazia! E di tutto rendiamo grazie. A Dio anzitutto, a Maria Santissima Bambina, nella cui culla abbiamo lasciato il nostro cuore, il cuore dell'intera famiglia religiosa, il «benedetto Istituto», e quello del nostro mondo, oggi stanco e affaticato per l'assenza di valori che lo porta, a volte, alla disperazione. Grazie a madre Costantina e alle organizzatrici, a suor Cicily, a tutta la comunità della casa generalizia e alle accompagnatrici, a ciascuna di noi che ha potuto gustare la bellezza della conoscenza e della compagnia di altre sorelle. Abbiamo sperimentato quanto sia vero il detto di don Andrea: «lo ho bisogno di te per noi». Per essere, e per testimoniare che credere è contribuire alla realizzazione del progetto di unità e di salvezza del Padre nei riguardi del mondo, seminando comunione lungo le strade dei nostri contesti di vita.


una 'pellegrina' a nome di tutte






web site official: www.suoredimariabambina.org