DAL MONDO
   
  MONZA - ITALIA
Una sfida per formare gli alunni


Per i docenti del «Collegio Bianconi» di Monza l'anno scolastico 2011-2012 è stato ricco di iniziative di aggiornamento professionale e di riflessione. Abbiamo lavorato in collaborazione con l'Università statale di Milano-Bicocca, realizzando una serie di incontri aventi a tema diverse questioni inerenti il nostro compito quotidiano.

Un gruppo di insegnanti ha lavorato, sia con gli esperti dell'Università sia con gli studenti, su un progetto che mira alla valutazione per competenze trasversali, mentre per tutti i docenti, all'interno del medesimo percorso, è stato sviluppato un progetto di riflessione sulla professionalità docente in senso ampio.

Parlare di 'competenze trasversali' significa tentare di identificare un nuovo metodo di valutazione complessiva dell'azione didattica e pedagogica. Giustamente nella scuola si mira a costruire nei ragazzi una serie di competenze disciplinari che li mettano in grado di utilizzare gli strumenti propri di ogni materia per decodificare la realtà e per inserirsi utilmente in essa.


  Saper parlare in modo corretto e disinvolto una lingua o avere le competenze necessarie per eseguire con facilità calcoli matematici via via più complessi sono due semplici esempi che ci dicono come la didattica per materie costituisca un importante strumento didattico, da sempre al centro dell'azione scolastica.

Negli ultimi anni, però, ci si è resi conto della necessità di leggere in modo più approfondito questa azione didattica, individuando quali capacità generali (trasversali, appunto) si possano sviluppare, trasmettendo le cognizioni proprie di ogni disciplina. Sempre per fare un esempio semplice: pensiamo alla 'capacità di imparare', che è una competenza tra le più importanti per i nostri giovani, che dovranno imparare tutta la vita, visto lo sviluppo rapidissimo delle tecnologie e delle informazioni. Ebbene, questa particolare capacità è propria di tutte le discipline, ma nel contempo costi-tuisce una caratteristica generale che solo un'azione coordinata riesce a sviluppare in modo ottimale.
 
 

Un nuovo compito dei docenti, dunque, è quello di curare non solo l'apprendimento della propria materia e delle competenze necessarie ad essa, ma anche un'azione coordinata, mirante a costruire una 'testa ben fatta', per dirla con Montaigne, capace di muoversi in autonomia applicando competenze generali in modo trasversale. Si dirà che da sempre una buona educazione produce tali 'teste ben fatte', ed è vero. Ma nella situazione attuale dobbiamo farci carico di una più ampia e più urgente necessità di tale azione, che richiede di essere sempre più efficace. Su questo tema si è ragionato con cura e attenzione per individuare strategie adeguate e capaci di coinvolgere.

Altri momenti di lavoro, invece, sono stati dedicati a tematiche di differente ordine.

- In apertura della serie di incontri, la superiora suor Maria Antonietta Boron e il preside prof. Marco Riboldi hanno presentato il Codice etico della Congregazione. I docenti hanno così potuto conoscere l'insieme di valori, principi e regole etici e comportamentali propri dell'Ente in cui operano. Nella presentazione è stato particolarmente interessante il riferimento alla pratica scolastica quotidiana.
- Nel secondo incontro la coordinatrice delle attività educative e didattiche della Scuola dell'Infanzia e Primaria, prof. Silvana Scirea, riprendendo l'aspetto etico, ha offerto un approfondimento sull'etica dell'educazione.

- Suor Maria Rosa Vittoni, rappresentante legale della Congregazione, proseguendo nella riflessione avviata, ha presentato l'organigramma della Congregazione; la collocazione del «Collegio Bianconi» all'interno dello stesso; il «Modello di organizzazione, gestione e controllo» adottato dalla Congregazione in attuazione di quanto previsto dal decreto legislativo 231/2011. Il decreto introduce l'obbligo di rispondere, in quanto persona giuridica, per alcuni reati penali commessi da persone fisiche all'interno delle varie strutture della Congregazione/Ente. L'adozione di un Modello organizzativo, quale insieme di regole interne, consente una sorta di 'immunità' per l'Ente stesso dalla responsabilità amministrativa prevista dal decreto. Detta responsabilità potrebbe derivare dalla commissione di specifici reati da parte di persone fisiche (amministratori, dirigenti, dipendenti, collaboratori, clienti, fornitori), qualora non si possa dimostrare che tali soggetti abbiano agito nell'interesse o a vantaggio dell'Ente stesso eludendo quanto previsto dal Modello.

- L'avvocato Elena Perego, del nostro ufficio amministrativo, dopo aver introdotto alcuni concetti base necessari per la comprensione della norma (concetto di illecito civile, penale, amministrativo; responsabilità amministrativa; reato; ...), ha analizzato le varie tipologie di sanzioni che potrebbero essere applicate all'Ente; ha presentato il ruolo dell'Organismo di vigilanza e ha approfondito alcune tipologie di reati che potrebbero essere commessi all'interno della nostra realtà scolastica, reati connessi, in modo particolare, alla professionalità docente.

La riflessione, al di là del pur importante aspetto giuridico-formale della questione (è essenziale rendersi conto del legame che esiste tra azione del singolo e azione complessiva della Congregazione), è stata un'occasione per verificare i modi e gli strumenti della nostra adesione alla visione complessiva che l'Istituto custodisce e cura. Non si è solo insegnanti, ma si è insegnanti in una scuola cattolica di una determinata Congregazione. Capire bene quali legami e quali impegni, sia di riferimento ai valori sia 'aziendali', si vengono a stabilire e ad assumere è un elemento non trascurabile, sul quale la mentalità comune di chi svolge il nostro lavoro non sempre è formata in modo particolarmente attento.

Anche l'aspetto più propriamente amministrativo del nostro lavoro (dalla accurata compila-zione dei registri al modo di comportarsi durante gli scrutini o gli esami) e le implicazioni giuridiche di alcuni nostri gesti (il rimprovero a un alunno, il modo di gestire le informazioni sul singolo o sulla sua famiglia ecc.) sono stati esaminati con interesse e coinvolgimento.

Abbiamo chiuso il nostro percorso formativo con un momento di più generale riflessione sul valore dell'educazione. Avvalendoci anche di una testimonianza esterna, ci siamo chiesti, sulla scorta di un approfondimento presentato dal preside prof. Marco Riboldi, come rispondere al diffuso pessimismo sulla possibilità dell'educazione nel mondo contemporaneo. Davanti all'invadenza di agenzie e di strumenti 'educativi' esterni (oggi 'educano' i mezzi di comunicazione, le moderne tecnologie ecc), che possibilità abbiamo noi insegnanti di far giungere in modo efficace la nostra voce?

La risposta è certamente complessa e investe la nostra capacità di reggere la sfida della quotidianità. Molti sono gli ostacoli da superare, molte le difficoltà personali e sociali: famiglie in difficoltà, solitudine dei giovani, confusione sulle prospettive future... In questo mare magnum occorre navigare tenendo bene la nostra rotta: senza cedere allo sconforto, ricordiamo che nella persona dei nostri giovani dobbiamo sempre trovare il nucleo nascosto dal quale partire per entrare nel loro cuo-re. «Insinuarsi nel cuore dei giovani», come ha insegnato santa Bartolomea, con la pazienza, la professionalità, la discrezione e l'autorevolezza che i giovani riconoscono quando intuiscono che ci si rivolge loro con amore e rispetto.



suor Mariagrazia Disarò






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