DAL MONDO
   
 
AQUILEIA/GRADO - ITALIA

In ascolto dello Spirito


 

Ritengo un grande dono di Dio l'aver partecipato al convegno delle Chiese del Triveneto, svoltosi dal 13 al 15 aprile 2012 ad Aquileia-Grado. Un dono che custodisco nel cuore e che mi ha dato nuovo slancio nel cammino di fede e di carità.

Se appena apriamo le finestre del cuore verso 'la strada' che si snoda sotto casa, ci accorgiamo che la fretta domina la vita di tutti. Si corre a piedi, in macchina, in bicicletta; si corre senza incontrare chi fa strada insieme, senza accorgersi del bisogno di relazione che abita in noi e nell'altro, senza avere il tempo di gettare uno sguardo su realtà che richiederebbero l'apporto del nostro genio. Si corre anche nei confronti di Dio, magari non per cercarlo, ma per affermare praticamente che non ha nulla a che fare con la nostra vita.
Sì, nella corsa quotidiana Dio non ha più nulla da dire; soprattutto non ha più nulla da pretendere dall'uomo post-moderno così autosufficiente da invadere tutti gli spazi della vita stessa.


 

Di questo problema, origine e causa di ogni altra difficoltà in cui oggi ci imbattiamo, non ultima la crisi economica ed etica che ci rende insicuri e ansiosi riguardo al futuro, in particolare delle generazioni giovani, si sono preoccupati i vescovi e i laici del Triveneto (Veneto-Trentino-Friuli-Venezia Giulia) impegnati nella testimonianza della loro fede.
La domanda che risuona di fronte alla scristianizzazione della società è questa: «Come ripresentare Gesù Cristo morto e risorto e il suo Vangelo all'uomo che incontriamo sulla nostra strada?
Come rimotivare la sua fede, come aiutarlo ad affidarsi a una speranza che non crolla e che rende la vita bella, della bellezza della trasparenza interiore, dell'onestà, della serietà dell'amore, della sacralità dei rapporti, della fecondità della vita?

Si tratta di avviare un processo di «nuova evangelizzazione» rivolta eminentemente a chi già crede per renderlo testimone di una notizia così pregnante per l'esistenza umana da non poter essere taciuta: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16).

Le Chiese del Triveneto, con coraggio, si sono poste in ascolto dello Spirito, convinte di aver bisogno di conversione, di umiltà, di povertà e di carità vera; soprattutto di chiedere al Signore il suo stesso sguardo di amore verso il 'mondo' che nasconde il suo bisogno di Dio sotto falsi idoli, quali il divertimento, il successo, la corsa a mode esoteriche anche in campo religioso, l'uso di espedienti che, momentaneamente, rimuovono i motivi di sofferenza che la vita porta con sé, lasciando poi la persona priva di se stessa, della sua identità.

 

 

Tre sono stati i grandi nuclei affrontati:
- la nuova evangelizzazione,
- il dialogo con le culture contemporanee,
- l'impegno per il bene comune.

Da questi grossi titoli si può comprendere come la ricerca di Dio e la fede in Gesù morto e risorto non estraneino l'uomo dall'impegno nella vita concreta. Come Gesù ha amato il suo mondo, essenzialmente non diverso dal nostro, così il cristiano non disprezza il fratello diverso da lui per ideologie, per razza, per religione; forte e umile al tempo stesso, si pone in dialogo con tutti offrendo accoglienza, disponibilità, simpatia ed empatia, prontezza nel rendere ragione del suo agire contrapposto alla logica del potere, del successo, della ricerca del piacere in un contesto di relativismo e di soggettivismo esasperati.
Il cristiano autentico, ricco della bellezza di Cristo e della gioia pacata che proviene dall'aver fondato la sua vita su una speranza affidabile, mette se stesso a disposizione del bene comune là dove lavora, dove studia, dove pensa ed elabora progetti politici, dove si diverte...

Queste le suggestioni principali che ho portato con me dal convegno. Tutto rose e fiori? Sì, sul piano dell'organizzazione, dell'accoglienza, della serietà della ricerca, del rispetto reciproco all'interno dei gruppi di lavoro (600 partecipanti - 30 gruppi di lavoro - 10 per ogni ambito), della preghiera, abbondante e ben curata... Forse si poteva estendere qualche invito di più ai giovani e spendere una parola specifica per la vita religiosa. Ma lo Spirito ha soffiato soprattutto sulla realtà della famiglia e sulla ministerialità dei laici, ricuperando la preziosità del Battesimo che li ha resi sacerdoti, re e profeti, quindi abilitati a svolgere un preciso ministero nella Chiesa.

Ringrazio di cuore gli organizzatori di Aquileia2, la diocesi di Vicenza che mi ha preparata all'evento e la mia comunità che mi ha sostenuta e mandata.
Ringrazio in particolare lo Spirito Santo che accompagna sempre la sua Chiesa e la conduce, pur attraverso tribolazioni e persecuzioni, alla sua integrità di Sposa del Cristo morto e risorto.



suor Mariafranca Gaetan
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