DAL MONDO
   
 

DADHIM - ETIOPIA

Nei villaggi


"Come stai? Come hai passato la notte?" ... Sono le dolci parole di saluto che sentiamo mentre ci moviamo dentro e intorno a Dadhin. La gente di Borana, regione a cui appartiene Dadhin, non incomincia mai la conversazione senza salutarsi reciprocamente. E' semplice e cordiale.

Borana è una terra semidesertica, situata a sud dell'Etiopia, al confine con il Kenya. Vi abitano le tribù Boranas, Gooji e Gabra. Yebellow è l'unica piccola città, a circa 200 Km di distanza, dove la gente può provvedere il necessario: cibo, abiti ... Il sabato e la domenica sono giornate di mercato, specialmente per la compra-vendita di bestiame. Gli abitanti di Borana sono pastori nomadi: ognuno possiede da 35 a 1.000 mucche, cammelli, pecore ... La maggioranza vive nella foresta o nella parte più lontana, dove c'è acqua e terreno da pascolo.


  Gli abitanti di questa zona sono credenti, ma vi sono anche pagani che seguono pratiche tradizionali nocive e non igieniche.
I conflitti tribali sono molto comuni da anni. Portare la pace fra i tribali è una delle più importanti attività apostoliche svolte dai padri missionari - spiritans - che sono sul posto.

La poligamia è molto comune, anche fra i cristiani. Secondo la cultura, agli uomini è concesso di sposare sette donne se sono ricchi e, se sono poveri, almeno due. La dote è data dall'uomo alla madre della ragazza ed è costituita da cammelli, pecore, bestiame, vestiario. La donna non è valutata nella società ed è gravata da servizi pesanti. Mantenere la famiglia, costruire la casa sono compiti della madre. Le ragazze si sposano molto presto, fra i dodici e i quindici anni.

Il livello di istruzione, dell'igiene e dell'assistenza sanitaria è molto basso. La missione cattolica, il governo etiope e le varie ONG (organizzazioni non governative) stanno cercando di offrire servizi sanitari, istruzione, programmi agricoli e di informazione. Le persone istruite vanno verso la città per studi superiori e per lavoro.

oltre all'impegno nella clinica, noi cerchiamo di raggiungere la gente attraverso il servizio sociale, pastorale, di istruzione formale e informale, mettendo in atto i programmi "Mother and Child Health" un quindi centri lontani, ciascuno dei quali comprende otto-dieci villaggi.

I servizi di trasporto per i viullaggi sono pochi e negli spostamenti ci imbattiamo solo con mandrie di bovini, di cammelli, in greggi di pecore ... che pascolano nella foresta sotto la custodia di un ragazzo/ragazza pastore con un lungo bastone in mano.

La maggior parte delle strade che portano a questi centri non è sicura ed è danneggiata dal continuo passaggio degli animali. Attraversando le boscaglie del Borana si gode però delle bellezze naturali: alberi incolti, innocui animali selvatici, come babbuini, zebre, caprioli, la cui vista toglie la stanchezza del lungo viaggio.

La difficoltà di trasporto, anche in caso di malatttia, fa sì che la gente si serva di cure naturali tradizionali, rimanendo a casa. il nostro servizio mobile è perciò una vera consolazione per i nomadi.

Nonostante la barriera della lingua, noi continuiamo la nostra missione in questo luogo con il sostegno della Chiesa cattolica e del governo.



suor Sherly Joseph
 


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