DAL MONDO
   
 

KATHMANDU - NEPAL

Esperienza del terremoto



Domenica 18 settembre, molte località del Nepal e alcune zone dell'India hanno vissuto il dramma di un terremoto del grado 6,8 della scala Richter, il più forte nel Paese negli ultimi 78 anni.
In Nepal era stato previsto per aprile e si era fatto molto per prepararsi ad affrontarlo.
Non era invece successo nulla e tutti ci sentivamo sollevati; perciò, quando si è scatenato, non ce l'aspettavamo.


  A Kathmandu, alle 18,25, la nostra comunità con la superiora provinciale suor Ines Anthraper, che aveva concluso la visita canonica, era in cappella per l'inizio della Messa vespertina. Il sacerdote aveva appena rivolto il saluto all'assemblea, quando tutte ci siamo rese conto che qualcosa stava succedendo: sembrava che la casa venisse sradicata. Il tabernacolo, che ha un pesante sostegno di legno, traballava. Abbiamo pensato che fosse il nostro ultimo momento di vita. Il sacerdote, però, ci teneva calme ripetendo: «Signore, ci affidiamo a te, abbi pietà di noi». Abbiamo pregato così, senza pensare di scappare dalla cappella o dalla casa; poi, poco a poco, il terremoto si è calmato.

Il cuore ci batteva, tremavamo in tutto il corpo; per qualche istante siamo rimaste immobili, in silenzio, cercando di renderci conto che eravamo tutte vive. Poi abbiamo continuato la santa Messa. Nell'omelia ci siamo comunicate le emozioni, quello che avevamo provato, sperimentato, e abbiamo costatato che in un modo o nell'altro è stato per tutte un momento importante, grande, in cui abbiamo consegnato la nostra vita al 'Donatore della vita', il quale ha voluto riconsegnarcela.
 
 


Al Signore la nostra lode e il nostro ringraziamento per questo 'svegliarino' e per la protezione con la quale ci ha sostenute.

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