DAL MONDO
   
 

CHIRUNDU - ZAMBIA

Moyo wa mudzi - Vita di villaggio


Continuo a guardare il tabellone dei voli in arrivo a Lusaka e finalmente compare "Flay from Addis Abeba on time".
I ragazzi da Pioltello stanno atterrando e dalla grande terrazza dell'aeroporto mi diverto a guardare le persone che attraversano la pista, cercando d'indovinare i volti dei 10 ragazzi che, accompagnati da Mitzi, hanno deciso di trascorrere le loro vacanze a Chirundu.

Attirano la mia attenzione una maglietta rossa e tanti zaini: sono loro mi dico! Dopo alcuni minuti scopro che la maglietta rossa è proprio di Fabio, il fular colorato è di Francesca e i molti bagagli sono proprio i loro. Mentre viaggiamo verso Chirundu parlo della natura, dei villaggi, dei bambini, rispondo alle loro domande e continuo a chiedermi dentro quale desiderio li ha spinti qui e quale desiderio ha spinto me. Arriviamo a sera tardi, dopo aver gustato i colori caldi del tramonto africano. Il giorno dopo la luce del sole aiuta ad atterrare anche con il cuore a Chirundu, a dare volto a persone e luoghi tanto attesi durante l'anno. "Un solo giorno per ambientarsi e guardarsi in torno ... da domani al lavoro!" annuncio davanti a una torta al cioccolato quasi per addolcire la levataccia mattutina del giorno dopo. Poi mi ritrovo in camera a ripassare i loro nomi e a termine della compieta affido a Maria ciascuno di loro, quello che hanno nel cuore e il desiderio che c'è nel mio cuore di appartenere sempre più a Dio e ai poveri.


  Calce, pala, chiodi, pennelli, piccone ... la voce di Gloria, ancora un pò assonnata, scandisce il materiale che carichiamo sul pickup, mentre Alo perplesso guarda i ponteggi africani e Fabio con Andrea si organizzano con il bidone dell'acqua.
Finalmente ci incamminiamo verso Chipanga-odi. L'impatto non è facile da accogliere: casa fatiscente, muri anneriti, cartoni per terra come letto e molti ammalati sporchi seduti all'aperto davanti a un fuoco mentre alcune galline cercano cibo tra la spazzatura.
Guardo il volto di Martina che racconta quello che ha nel cuore, la tristezza di Alo di fronte a un bimbo che cammina con solo un infradito perché l'altro s'è rotto e non ci sono soldi, Manuela che prova timidamente a salutare, Francesca che allunga la mano a un piccolo che ha osato avvicinarsi un po'. Francy, Fabio, Andrea, Ale e Marta rimangono fermi e mi guardano come per chiedermi: "com'è possibile?". Marta s'infila i guanti da lavoro e con un sorriso fa cenno che è bene iniziare. Al secondo giorno il ghiaccio è rotto e anche il termitaio. Basta poco per sentirsi a casa a Chipanga-odi. Un sorriso per dire buongiorno, una nuvola di bimbi che girano attorno e desiderano aiutare, qualche uomo che si offre per dare una mano. Piano piano il volto di Chipanga-odi diventa più luminoso e così anche quello dei ragazzi e dei poveri.

E' mercoledì pomeriggio e Chipanga-odi rinfrescata è pronta ad accogliere Mulemba che si fermerà a Chirundu perché la sua nipotina è stata ricoverata. Uno scricciolo di tre giorni è avvolto in un citenge rosso e appoggiato delicatamente dalla mamma sul lettino visite. Piange perché il suo addome è gonfio e fa male essendo nata con l'ano chiuso. Una rapida visita per inquadrare la situazione, la decisione di posizionare il sondino naso gastrico, un antidolorifico e una flebo per ristabilire una condizione di equilibrio. La notte sarà tempo di attesa per me, per la nonna a Chipanga-odi e per la mamma. Chipanga-odi custodirà e raccoglierà la preoccupazione di Mulemba ma anche gli affetti, le sofferenze e le gioie i molti altri. Alla luce del giorno la piccola si è stabilizzata e si decide di trasferirlo in capitale per un'operazione chirurgica. Serve l'autorizzazione della nonna.

Chipanga-odi diventa nuovamente luogo di vita: i ragazzi stanno iniziando a pitturare o a montare le zanzariere mentre vedo le due donne sedute su un mattone a parlare. Mi guardano e con un accenno del capo mi comunicano che si può andare. Mentre torno in ospedale penso che l'incontro con Chipanga-odi sia incontro con la vita delle persone, con la loro storia, i loro drammi e le loro speranze. Le sue quattro mura accolgono la storia di uomini e donne che è storia del misterioso incontro i Dio con l'uomo. Allora una semplice pennellata e una picconata al termitaio diventano un occasione per prendere parte a questo misterioso incontro.
Sono in cappellina ad accompagnare il loro viaggio di ritorno e intuisco che con Giovanni, Giuseppina e Mitzi sono stata semplice testimone di un Dio che, attraverso questi ragazzi, ha assunto volto umano, ha raggiunto Chipanga-odi per dire ai poveri di qui che Lui si prende cura di loro … ma anche di me!


suor Erminia, agosto 2011
 










 



Come ogni mattina sto facendo colazione con pan carré e la mitica marmellata al limone di sister Giovanna.
Sono ancora un po' assonnata ma ci pensa sister Gift a svegliarmi perché entra in cucina, mi mostra il pollice intinto d'inchiostro e con voce squillante dice: "Fatto! in fretta e senza confusione … solo perché è mattina presto!". Sorrido a questa nuova esperienza elettorale dove non c'è nessuna carta elettorale con timbro che testimonia il voto ma solo un pollice intinto in un inchiostro viola che ci mette qualche giorno ad andarsene. Sister Gift mi spiega che alle precedenti elezioni hanno votato anche i morti e questo sistema serve per provare a mettere un po' di ordine. Poi aggiunge: "Ma sai poi c'è chi non sa ne leggere ne scrivere e con la scheda elettorale va da chi è al seggio e chiede a lui di mettere una croce. Naturalmente il segno è secondo le tendenze politiche di chi è al seggio ... tanto il povero elettore non se ne accorge! Ma questa volta ci sono molti osservatori esterni come garante!". I garanti vengono dal mondo sviluppato che trascorre la giornata ignaro di queste vicende.
Forse solo i nostri vicini di casa (Zimbabwe, Tanzania, Malawi …) e le grandi industrie che usano il rame sono attenti a queste elezioni.

E' da diversi giorni che prego e preghiamo per un voto libero, democratico e pacifico. Oggi la preghiera è più intensa e semplice accompagnata da un atmosfera di troppa quiete!
L'ambasciata Italiana chiede di segnalare ogni nostro spostamento. Ci ha fornito numeri di telefono da contattare per qualsiasi necessità e avvisato che è pronto un piano di evacuazione qualora succedessero disordini. Avverto che la preoccupazione è molta e quello che è successo nei mesi di campagna elettorale e alle precedenti elezioni lo giustifica.
In questi mesi, durante la cena, guardavo il telegiornale zambiano e dentro di me dicevo che si doveva ristampare il dizionario in inglese inserendo una nuovo vocabolo "par-condicio" perché l'unica voce trasmessa era quella dell'attuale presidente in carica Mr Banda. Ma grazie a un tam tam fatto da passa-parola le notizie dell'opposizione di Mr Sata giungevano precise e puntuali. Ci sono state dichiarazioni pesanti, attacchi alla chiesa cristiana che ha costretto il nunzio apostolico e i vescovi a prendere posizione pubblica con una lettera. I comizi nei villaggi avvenivano alla mattina presto verso le 5.00 o dopo cena con tamburi e canti.
Quando c'era rumore e chiedevo spiegazione la risposta era sempre quella: siamo in campagna elettorale. Mi chiedevo quale fosse stata la reazione degli italiani se fossero stati svegliati alle 5 di una domenica mattina da una voce squillante intenta a fare propaganda elettorale!

"Nell'ultima elezione le cose non sono state molto trasparenti. I voti, man mano che giungevano, davano la vittoria all'opposizione ma poi improvvisamente si è rivoltato il tutto. Sata è apparso in televisione invitando i suoi elettori alla pace per non scatenare una guerra civile … spero che queste elezioni siano più democratiche".
Questo spezzone di conversazione, offertomi confidenzialmente, mi raccontava il desiderio profondo di democrazia presente nel cuore degli zambiani. L'ho raccolto come si raccoglie l'acqua quando si desidera bere perché assetati e non se ne vuole perdere nemmeno una goccia.
Stanotte non ho dormito molto tranquilla perché mi sentivo parte di una nazione che attende i risultati. E la giornata ora ha l'aria frizzante anche qui a Chirundu per le notizie che giungono: un camion con i risultati elettorali è caduto misteriosamente nel fiume e i voti sono andati persi; un altro furgoncino è fermo sulla strada con le schede elettorali in bianco perché per un guasto non può raggiungere il villaggio ... e qui chi vuole intendere intenda! A Lusaka i negozi e le scuole sono chiuse, la tensione è alta perché è stato annunciato che non verranno dati i risultati preliminari ma solo i finali. L'opposizione si ribella, annuncia disordini se alle 16.30 non vengono annunciati i risultati grezzi e dal Copperbelt partono in molti per raggiungere Lusaka.

Io continuo a visitare i bambini e a offrire la fedeltà alle piccole cose che mi vengono chieste da fare per la pace e la democrazia.
Risultati preliminari dati, risultati definitivi annunciati poco prima di mezzanotte con vittoria dell'opposizione. Il presidente in carica si dimette e la nazione esplode letteralmente in canti, gioia e birra!!! Io sono a letto perché la giornata è stata pesante e non si sa mai che ci sia un parto cesario di notte, ma gusto tutta la bellezza di una democrazia che piano piano nasce.
Confesso che mi sento un po' più zambiana perché mi sorprendo anch'io a dire dentro di me: "ora abbiamo un nuovo presidente!"… chiudo gli occhi e mi addormento in un paese un po' più democratico.

 

sr Erminia, settembre 2011

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