DAL MONDO
   
 

MILANO - ITALIA

Una serata con Bartolomea



Venerdì 6 maggio, presso l'auditorium «San Carlo» a Milano si è tenuta la presentazione del libro «Santa Bartolomea Capitanio» di mons. Ennio Apeciti... e c'ero anch'io, Donatella.
Certo l'invito a partecipare non è stato accolto con tanto entusiasmo. Di venerdì, dopo una giornata di lavoro con i bambini (insegno alla scuola dell'infanzia paritaria di Landriano), per di più con lo sciopero dei mezzi, non era proprio il massimo. Ho accettato per non dispiacere alla mia coordinatrice, suora di Maria Bambina, sperando che il tutto si esaurisse nel minor tempo.


  L'arrivo all'auditorium è stato significativo. All'ingresso, ad accogliere i partecipanti, ho trovato il sorriso disarmante di una suora che salutava le persone come se le conoscesse da un tempo indefinito. Intanto la sala andava riempiendosi di veli grigi o bianchi e anche di laici. La cosa strana era che quel sorriso dell'ingresso era anche sui volti delle persone all'interno e questo cominciava a scongelare la mia diffidenza iniziale.
È arrivato poi il momento in cui nella sala è calato il silenzio e tutti si sono predisposti all'ascolto.

Le parole dei relatori scorrevano come fiumi, intervallati dai canti di un gruppo di giovani della «Fraternità Capitanio». Quel senso di benessere, provato all'ingresso, aumentava; l'allegria delle suore che movevano le braccia al ritmo della musica era contagiosa, così anch'io mi sono lasciata trasportare dall'emozione. Il culmine della serata è stato quando hanno preso la parola due giovani testimoni che con la loro forte commozione mi hanno aiutata a cogliere il messaggio profondo che la Santa voleva trasmettere.

Le parole di Bartolomea «Quella benedetta carità...
troppo mi piace» sono state il filo conduttore della serata e ognuno a modo suo ha reso visibile come nei gesti di ogni giorno sia possibile esercitarla e insieme è stata sottolineata la serenità della Santa, che raccomandava di «lasciare da parte la tristezza e di mettersi con santa ilarità nelle mani del buon Dio».

Il fatto straordinario non sono state tanto le cose dette ma quelle viste. Quell'allegria visibile sui volti di tutti ha fatto in modo che una serata per me quasi 'imposta' diventasse invece un momento di profondo arricchimento interiore, una 'serata speciale'.
 
 



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