DAL MONDO
   
 

MONZA - ITALIA

Alla ricerca del bello


UN CAMMINO IMPEGNATIVO.
Per l'anno scolastico in corso il liceo "Bianconi" di Monza ha scelto un percorso educativo che ci impegna a volare alto. Abbiamo, infatti, deciso di suggerire ai nostri studenti la riflessione sulla bellezza. I nostri ragazzi sono attratti dall'esteriorità e dalla forma e sono poco aiutati dalla mentalità e dalla cultura che li circonda.

Non risulta facile per loro discernere in modo adeguato tra un superficiale apprezzamento di quello che più colpisce gli occhi e le emozioni e una bellezza più profonda, che mira non solo all'esteriormente gradevole, ma cerca di trovare il senso della realtà.

Oltre a ciò, spesso vedono troppo brutto, troppa volgarità nel quotidiano degli oggetti, delle figure, delle vicende umane. Ecco, dunque, la proposta: aprire gli occhi per vedere il bello attorno a noi, scrutare nel cuore per scoprire il bello in ciascuno di noi ...

Le varie discipline scolastiche hanno trovato i temi e i momenti giusti per toccare la questione indicata e, lungo tutto l'anno, l'azione dei docenti si è dispiegata e continuerà a dispiegarsi.

Il nostro itinerario educativo annuale, che è un po' il manuale operativo per l'anno scolastico, scandisce in modo preciso l'intensa serie di iniziative: momenti di lezione, altri di collaborazione creativa, altri ancora di attività complementari da svolgere dentro e fuori la scuola. Ma, al di là della pur importante valenza didattica, mi preme qui sottolineare il valore educativo del tema prescelto.

  Si diceva nella tradizione medievale che "il bello consiste nello splendore del vero" e a questo vogliamo indirizzare la mente e il cuore dei nostri ragazzi. Verrebbe da dire che il motto potrebbe essere: "non accontentatevi".

Non accontentatevi di parole vuote, non di suoni che stordiscono, non di immagini che colpiscono solo i sensi.

Non accontentatevi di chi vi vuole ben vestiti, scolpiti da parrucchieri e truccatori, lisciati da palestre e integratori.

Non accontentatevi: siete e valete di più; dovete e potete essere più belli, dentro e fuori; meritate il meglio.
 
 
Il nostro compito, difficile come pochi, è quello di educare a un gusto raffinato, più critico e, proprio per questo, sobrio. Desideriamo indurli a ricercare il meglio, a non accontentarsi di qualche luccicante illusione per gli occhi e per la mente. Questo vorremmo dire ai ragazzi. Questo vorremmo che imparassero a gustare e poi a custodire e a trasmettere: perché non basta quello che piace, bisogna andare più in là.

Il cammino è piuttosto lungo e impegnativo: noi speriamo che in fondo ad esso ci sia un traguardo importante. Ci sia, cioè, da parte dei nostri studenti, la consapevolezza di una bellezza per la quale vale la pena faticare, lavorare, lottare ... una bellezza profonda, autentica: la bellezza che salverà il mondo.


prof. Marco Riboldi


  INCONTRO CON IL BELLO.
Questa è la cornice entro la quale collocare l'esperienza che gli studenti del liceo linguistico hanno vissuto il 2 febbraio 2011 a contatto con i bambini della scuola dell'infanzia.

Era una giornata di sole. Un mercoledì importante per il "collegio Bianconi": i ragazzi del liceo 'hanno invaso' la scuola dell'infanzia. Sì, perché la collaborazione tra i vari settori della stessa scuola è progettare insieme, lavorare insieme, realizzare qualcosa di bello che rimarrà tra le pagine significative del 2011.
I ragazzi del liceo, suddivisi in gruppi, hanno potuto interagire con i bambini della scuola dell'infanzia, impegnati nelle varie attività di laboratori. Un unico sentimento brillava nello sguardo dei grandi: l'emozione di fronte allo stupore dei piccoli.
 
 
La voce di Stefania, una studentessa liceale, sintetizza la bellezza di questa esperienza: "Durante l'ora che ho trascorso a giocare e a chiacchierare di macchinine, di colori preferiti, di giraffe, di cagnolini, di dolci con alcune coccinelle e leprotti (così sono chiamati i bambini di tre e quattro anni), ho aperto il mio cuore a questi bimbi e mi sono lasciata invadere dalla loro luminosità, dalla purezza del loro animo, dalla loro spontaneità: Ho riscoperto in me la parte nascosta del mio essere bambina e ho provato nostalgia di purezza, di semplicità, di confidenza. Oggi ho preso una vacanza da me, studente di liceo, e ho gustato una profonda pace interiore. Gli occhi luminosi e curiosi di quei bimbi mi invitano a guardare il mondo con uno sguardo pulito e buono. Ricordo con piacere una frase di Georg Walter, che desidero suggelli l'esperienza di questo giorno importante per me e per tutti gli studenti del liceo: "Vivi con i bambini e imparerai ad amare. Così diventerai tu bambino e più ancora: un essere umano".
Ora guardo il cartellone sul quale io e le mie compagne abbiamo scritto le nostre emozioni: stupore, gioia, tenerezza, troppo bello, incanto.
L'eco di queste emozioni si propaga nell'aula. Oggi guardo gli altri in modo diverso: ciascuno, dentro, ha il segno della bellezza ri-scoperta attraverso un'esperienza che vorrei si ripetesse ancora".


Anche per Valentina l'esperienza ha avuto risvolti molto positivi. "Il contato diretto con i bambini è stato uno straordinario insegnamento: nettare per la mia vita. Mai sottovalutare un sorriso, la mano tesa, una richiesta di aiuto per colorare un disegno. Con i bambini ci vuole pazienza, è vero, ma niente mi ha impedito di godere il tempo trascorso con loro. Ho respirato l'ossigeno della tenerezza, dello stupore, della curiosità: la scuola davvero può offrire occasioni per sperimentare e toccare la bellezza.
I due settori apparentemente lontani: infanzia e liceo si sono 'toccati'. I liceali hanno capito che è possibile un orizzonte più pulito e più ingenuo. Ho nostalgia di bontà, di rispetto, di accoglienza.
Oggi a distanza di una settimana da quell'esperienza, coltivo la convinzione che essere buona, onesta e pulita è possibile perché ho visto, dentro gli occhi innocenti dei bambini, la possibilità anche per me, alle soglie della maturità, di essere migliore. Ho toccato la bellezza che è anche dentro di me e la voglio coltivare a prescindere dai modelli che la società mi propone. La voglio tenere stretta.
Che dire ancora? Non solo in me, ma anche intorno a me c'è nostalgia di cose belle, di parole buone, di accoglienza sincera, di rispetto e di onestà. I bambini che ho avuto la gioia di conoscere mi hanno regalato una vera boccata di ossigeno. E non è poco in questi tempi di aria pesante e inquinata".


E Riccardo puntualizza: "Oscar Wilde afferma che le cose vere della vita non si studiano, né si imparano, ma si incontrano. Questa per me ragazzo di 17 anni, può essere la sintesi dell'esperienza che anch'io ho vissuto a contato con il mondo ingenuo, semplice, immaginativo dei bambini della scuola dell'infanzia. Ho ripescato nella mente un tempo, per me, ormai lontano e non nascondo di aver provato una certa emozione. Ma non ho più quattro anni. Tante cose da allora sono cambiate dentro e fuori di me. Eppure ho capito che la felicità di allora ha generato la maturità che ora sto cercando di conquistare anche attraverso l'impegno della scuola, la condivisione delle esperienze semplici e belle che la vita mi offre. Vedere quei bambini pieni di stupore e di curiosità è stato come guardare il mondo con occhi nuovi".


L'esperienza vissuta dai ragazzi conferma la possibilità dell'intuizione iniziale espressa nel progetto educativo che privilegia quest'anno l'obiettivo di "educare i giovani ad avere un atteggiamento aperto nei confronti della realtà, considerata anche nella sua relazione al mistero".
Il cammino è già iniziato e gli studenti sono incoraggiati a percorrerlo fino in fondo per raggiungere la vera bellezza, capace di suscitare attrazione gioiosa, sorpresa gradita, desiderio di custodirla. L'incontro con questa bellezza rapisce i cuori e li rivolge all'Assoluto.


suor Mariagrazia Disarò
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