DAL MONDO
   
 

BASAVANA BAGEVADI e MUDDEBIHAL, Karnataka - INDIA

Costruiteci la casa

Dal 29 settembre 2009 al 3 ottobre, per sei giorni consecutivi, il distretto di Bijapur non ha visto sole di giorno né luna o stelle di notte; il cielo era coperto e la pioggia scendeva pesante, senza tregua, su un terreno arido. La zona è abitata da gente poverissima per la maggior parte costituita da contadini e da lavoratori a giornata. La pioggia ha distrutto il raccolto, il bestiame e le case. Circa duecento persone sono morte sotto le macerie o spazzate via dall'inondazione. Nei villaggi, con le case che a una a una crollavano, se ne andava anche la speranza degli abitanti rimasti, che hanno trovato riparo nelle scuole, negli edifici pubblici e in rifugi provvisori.

  Noi suore delle due comunità di "Sneha Sadan" - Basavana Bagevadi e "Seva Sadan" - Muddebihal siamo uscite per un sopralluogo nei villaggi colpiti. Nella zona di Basavana Bagevadi ne abbiamo potuto visitare sette, dandoci da fare per distribuire il materiale e il soccorso inviato da "Caritas India" e da altre istituzioni cristiane. Quelli che avevano perso la casa imploravano disperatamente: "Dateci un'abitazione". Ma a noi sembrava che il loro grido cadesse nel nulla. Come avremmo potuto aiutarli? Quello che avevamo ricevuto dalla nostra provincia e da altri donatori lo abbiamo subito condiviso per procurare lastre di latta per i tetti, un po' di cemento e pietre per riparare le case parzialmente danneggiate, ma era come una piccola goccia nell'oceano. Tuttavia la gente ci era riconoscente, perché nessuno era ancora arrivato ad aiutarli.

Un giorno ci ha chiamate al telefono il vescovo della nostra diocesi di Gulbarga, mons. Robert Michael Miranda, dicendoci che "Caritas India" aveva mandato un aiuto per la costruzione di cento case e che egli pensava di assegnare a noi il necessario per la costruzione di ventisei. Il resto lo avrebbe distribuito ad altri tre centri.

Siamo state molto felici di questa offerta, ma nello stesso tempo era per noi un problema decidere la scelta, visto che le case distrutte erano 432, in sette villaggi. Per consiglio del vescovo ci siamo rivolte al capo civile della zona, parlandogli di questo progetto, ed egli ci ha consigliato di metterlo in atto a Byalal, uno dei villaggi più distanti, poveri e trascurati. Noi lo conoscevamo perché suor Beena Yellurkar vi opera come assistente sociale formando gruppi di autosostentamento per la promozione della donna e suor Jaya Mary D'Souza si reca a curare gli ammalati quando è necessario. in quel villaggio, però, erano 55 le famiglie la cui casetta era stata completamente distrutta.

Nella scelta ci ha aiutate il direttore del centro diocesano di assistenza sociale, padre Jagadish, che ci ha consigliate di interpellare gli abitanti del villaggio. Questi a loro volta hanno deciso di far ricostruire la casa dei più poveri, delle vedove e degli handicappati.

Il vescovo ha quindi organizzato un incontro nel villaggio, a cui hanno partecipato la superiora suor Rosaflorine, l'assistente sociale suor Beena, padre Jagadish, padre Anil Menezes, assistente spirituale delle nostre tre comunità in Bijapur, i capi del villaggio, due impiegati dell'ufficio di zona e i ventisei beneficiari. Il vescovo ha spiegato gli orientamenti dati da "Caritas India" concernenti la ricostruzione delle case, poi suor Beena, assicuratasi che la popolazione fosse pronta a cooperare con le suore, si è presa la responsabilità del lavoro di ricostruzione. Gli abitanti del villaggio hanno scelto un giovane in aiuto della suora, poi hanno diviso i ventisei beneficiari in cinque gruppi, ciascuno con un proprio leader che avrebbe fatto parte della commissione di ricostruzione delle case. Inoltre in ogni famiglia un membro avrebbe contribuito al lavoro e sarebbe stato pagato.
 





  Il 17 aprile 2010 il vescovo ha dato l'avvio alla costruzione con la benedizione dei terreni, come era stato chiesto dagli abitanti del villaggio, sebbene fossero hindu. Di tanto in tanto i rappresentanti delle istituzioni donatrici, il vescovo, il direttore del centro diocesano di attività sociale venivano a verificare i lavori apprezzando molto il metodo con cui si portavano avanti, soprattutto per il pieno coinvolgimento della popolazione.

Contemporaneamente proseguivano i lavori anche negli altri tre centri della diocesi. Ci sono voluti mesi per completare le case.

Per l'inaugurazione, avvenuta il 19 gennaio 2011, il villaggio era ben decorato e pronto ad accogliere le autorità. Non essendovi mezzi di trasporto pubblico, i sacerdoti arrivati in macchina si sono offerti di accompagnare le persone, ripetendo i viaggi di andata e ritorno. Da Delhi e da Bangalore sono arrivati i direttori e i rappresentanti delle associazioni donatrici. Alla loro entrata nel villaggio, li ha accolti la banda della nostra scuola, poi tutti sono stati accompagnati in uno spazio coperto, dove si erano affollate circa mille persone. In tutta la sua storia il villaggio non aveva mai visto tanta gente e nemmeno una funzione simile.

La cerimonia di inaugurazione è iniziata con una preghiera in danza. Le autorità e un rappresentante dei beneficiari hanno acceso la lampada indiana. Il vescovo ha steso le mani sulle famiglie che erano state beneficate invocando grazie per loro, lo stesso hanno fatto anche tutti i presenti. Quindi suor Rosaflorine ha dato relazione di come si era proceduto nei lavori ricordando con riconoscenza tutti i collaboratori. Poi il vescovo ha consegnato simbolicamente una grande chiave ai rappresentanti dei quattro centri della ricostruzione e una chiave a ciascuno dei beneficiari del villaggio, che hanno espresso la loro riconoscenza.

A conclusione, i nostri alunni hanno offerto un breve trattenimento, molto apprezzato dal rappresentante politico locale, che ha donato 6.000 rupie per la scuola.

Attualmente la "Caritas India" ci ha chiesto di intraprendere la costruzione di altre quaranta case. E' un lavoro impegnativo, ma se Dio vuole lo faremo. In un certo modo, sentiamo che questo servizio aiuta a bandire malintesi riguardo ai cristiani e fa vedere concretamente il bene che essi operano per migliorare la società.


suor Rosaflorine D'Souza
web site official: www.suoredimariabambina.org