DAL MONDO
   
 

MONZA - ITALIA

Progetti di "bellezza formativa"


Dostoevskij, nel suo romanzo «L'idiota», pone sulle labbra dell'ateo Ippolit questa domanda al principe Myskin: «È vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la bellezza? Signori - gridò forte a tutti - il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza… Quale bellezza salverà il mondo?».

 
La nostra scuola «collegio Bianconi» si è posta questa domanda e l'ha proposta come itinerario educativo per gli studenti e le famiglie della scuola secondaria superiore.

Il 10 novembre, in un incontro per i genitori, ha rilanciato l'interrogativo. Ma da che cosa la bellezza salverà il mondo? Da una bruttura e da una decadenza che si possono intuire come presenza costante in ogni epoca, seppure in forme diverse.

Proprio dal contrasto fra ciò che deturpa e turba la nostra sensibilità, i nostri sensi e la nostra coscienza e ciò a cui le componenti della persona tendono, si può partire per giungere a una definizione di bellezza.

Che cosa ci infastidisce o non sopportiamo più?
 
La volgarità, l'arroganza, la violenza che troviamo nelle parole e nei gesti, negli atteggiamenti di molti; il desiderio di apparire a tutti i costi, l'ostentazione di ciò che si ha e di ciò che si fa.
La bellezza è l'esatto contrario: non è apparenza, non è impressione immediata e quindi temporanea.
La bellezza è un valore, mediato nella nostra percezione non solo dai sensi, ma dal sentimento e dalla consapevolezza di essere di fronte a qualcosa (paesaggio, arte, suono), a qualcuno (persona) che muove il nostro cuore e la nostra mente e li appaga.


Oggi sembra più che mai necessario riscoprire la bellezza, e la forza che da essa possiamo trarre: la forza di interrogare la realtà e noi stessi, di rifiutare ciò che ci infastidisce, di proporre e di realizzare anche un sogno.

Educare al bello è quindi un'impresa che la famiglia e la scuola possono compiere se non rinunciano, mai, alle tre azioni indicate nell'Itinerario educativo annuale: ricercare il senso; riconoscere e apprezzare le diverse manifestazioni della bellezza facendo in modo che i ragazzi ne siano consapevoli; fare esperienza continua di bellezza. È, forse, una proposta in controtendenza, ma in questi tempi tristi ben venga una ventata di bellezza.
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