DAL MONDO
   
 

CORDOBA - ARGENTINA

Carità che trasforma

 

Nei giorni 22-24 ottobre si sono riuniti a Cordoba laici e laiche che condividono la nostra spiritualità. Sono arrivati dopo tante ore di viaggio da diversi paesi e città dell'Argentina: Chaco, Santa Fe, Bariloche, Villa La Angostura, Buenos Aires, Lincoln, Catamarca, Tinogasta, e tutti portavano in cuore gioia ed entusiasmo.

 
Il tema scelto era «La carità che convoca, umanizza e invia» e intorno ad esso si sono programmate tre giornate. La prima sulla «carità che convoca» è stata dedicata al benvenuto e alla conoscenza delle persone. Nella seconda sulla «carità che umanizza» abbiamo approfondito, con suor María Inés Castellaro, il voto di carità di Bartolomea e dopo un momento di riflessione personale, abbiamo condiviso nei gruppi quello che è risuonato più forte in noi. Nel pomeriggio ci siamo recate nei quartieri poveri, dove lavorano i seminaristi della diocesi. Quelle realtà ci hanno colpiti e ci hanno stimolati a lasciarci amare da Dio per portare il suo amore là dove il Signore ci chiama.
 
Abbiamo concluso la giornata con un momento di ricreazione preparato dai gruppi. Il terzo giorno sulla «carità che invia» è cominciato con un momento di preghiera che ci ha introdotti alla riflessione sul documento latino-americano di Aparecida nel capitolo «La missione dei discepoli al servizio della pienezza di vita». Abbiamo concluso la giornata ringraziando il Signore nella celebrazione eucaristica, con il desiderio di essere presenze nuove, dove il Signore ci ha chiamato a servirlo.

 

Riportiamo alcune espressioni che il voto di carità di Bartolomea ci ha suggerito. «Riconosciamo che tutto quello che viene da Dio è buono.

Ci affidiamo a lui e lasciamo nelle sue mani
tutto quello che non possiamo risolvere perché siamo limitati.
Non desideriamo opere grandi,
ma vogliamo essere solidali nel piccolo
con le persone bisognose che ci sono vicine.
Vogliamo essere come creta nelle mani del vasaio,
per donarci ai fratelli più bisognosi.
Ci impegniamo ad aiutare i giovani,
gli ammalati,
i più bisognosi,
quelli che non conoscono Dio.
Poiché ci sentiamo amati da Dio,
ci impegniamo a donarci ai fratelli
in attitudine di ringraziamento.
Vogliamo portare le persone a Gesù,
che è il nostro maggiore bene,
attraverso piccoli gesti quotidiani di tenerezza».

   
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