DAL MONDO
 
 


MONZA - Collegio Bianconi
ABISSI E ALTEZZE



Lunedì 8 marzo: un incontro importante che lascia il segno nella vita delle persone venute ad ascoltare un uomo mite.
Protagonista della serata è Carlo Castagna. Chi non ricorda la vicenda di Erba? Ebbene Carlo è il marito di Paola, il padre di Raffaella, il nonno di Youssef: una famiglia distrutta. E la vita non sarà più la stessa.


 
 

Il luogo più idoneo che fa da cornice alla serata è la chiesa di «San Biagio». Non può esserci spazio migliore per raccogliere la sacralità di quella testimonianza. Ha organizzato l’incontro la comunità educante del «collegio Bianconi»: una sosta a metà del cammino quaresimale e un invito a riflettere sul perdono. Alle spalle di Carlo Castagna e del preside prof. Marco Riboldi, che ha il compito di presentare e di coordinare, c’è l’altare e più oltre si erge la croce, quella croce sulla quale è eloquente la misura del perdono: l’amore. Questa croce chiede a Carlo la forza di sdraiarvisi sopra, perché quello che gli accadde l’11 dicembre 2006 è qualcosa di efferato e di inaudito. C’è subito da pensare, sentendo la storia di Carlo, a partire da quella tragedia che il male ci ha, forse, abituati ai suoi abissi. Eppure quell’abisso è illuminato dalla luce inconfondibile dell’amore che genera il perdono come la naturale espressione di una fede vissuta e non improvvisata.

Il silenzio è intenso, l’ascolto coinvolgente, sincero, commosso. Le parole del signor Castagna escono da un cuore straziato, ma fermo e forte. Fissa un punto che non è l’uditorio, eppure si avverte che lì non è solo. Ha accanto a sé la forza spirituale di sua moglie Paola, la bellezza di sua figlia Raffaella,
il nipotino Youssef che chiedeva al nonno di farlo volare alto. Ciascuno rivive quel dolore pacato, sereno. Ci si chiede come si possa non piangere. Ma le parole di Carlo Castagna fanno alzare lo sguardo al Crocifisso: «Se non perdoniamo chi ci ha fatto del male, come potremo rivolgerci al Padre nostro? L’odio non porta da nessuna parte».

Eppure chi parla è un uomo a cui il dolore ha improvvisamente sconvolto la vita, portandogli via tutto: moglie, figlia, nipote. Gli estremi del male più efferato e del bene più assoluto si trovano di fronte: Carlo Castagna ha teso le mani verso il nemico e ha perdonato. Ma da dove gli deriva questa forza che sa di miracolo, se non dalla coerenza totale con la sua fede alimentata dalla Parola, vissuta nella preghiera e sostenuta dalla grazia? Ci sono poche domande per una serata così intensa, o forse ciascuno preferisce portarsi a casa la grandezza di quest’uomo mite che ha saputo colmare l’abisso del male con le altezze del bene.
Questa sera è Pasqua.

 






 
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