DAL MONDO
 
 


Milano, IMI
La voce di un calendario


Il calendario 2010 «Sorelle e madri», che è stato consegnato a tutti gli alunni dell’«Istituto Maria Immacolata», ha fatto esplodere in loro stupore e gioia insieme, perché hanno scoperto nelle pagine del mese di settembre i volti dei bambini del Nepal con le divise acquistate proprio con il loro contributo, inviato a Natale 2008. Oltre alle divise, così ci hanno scritto, hanno acquistato coperte, lenzuola, scarpe, cinque chitarre, delle tastiere Yamaha, un’armonica, cinque tamburelli, cinque flauti per le lezioni di musica e cinque macchine da cucire per le ragazze del laboratorio.

 
 

 

Sono gli alunni della tribù del Chepang, tribù povera, isolata e arretrata anche socialmente, con i quali la nostra scuola ha stretto un gemellaggio di aiuto e di amicizia. Il progetto «Avvento di gioia e operosità 2009», realizzato quest’anno, ha avuto ancora lo stesso obiettivo e la solidarietà molto partecipata di alunni, ex alunni, genitori, docenti e comunità religiosa.
Un poster all’entrata della scuola riassumeva con foto e slogan descrittivi le note caratteristiche della tribù, le sue necessità e il lavoro svolto dalle suore; sono volti sorridenti, nonostante portino i segni della povertà, momenti di vita quotidiana durante il lavoro in foresta o nelle capanne, bimbi a scuola stipati attorno a tavoloni grezzi, donne e uomini dignitosi nei loro sguardi pieni di interrogativi.

 
Questo scambio ci permette di superare la tentazione di accontentarci del minimo nei confronti dell’altro: se ci si abitua all’orizzonte ristretto si diventa incapaci di abbracciare quello più vasto. «Nell’educazione un tesoro», afferma uno scrittore, se l’educatore, il genitore, il docente crede e fa credere nel valore dei piccoli gesti quotidiani a favore di altri. Questo quotidiano non fa notizia, non viene percepito da chi legge la realtà con lenti oscure, che mostrano soltanto l’ombra della storia. Accanto all’egoismo e all’indifferenza c’è una folla di persone che si dedica silenziosamente ai ‘miseri’ della terra. Scrive il card. Newman: «Non avere paura che la vita possa finire,abbi invece paura che non cominci mai davvero». Ma chi vive nel dono di sé vive eternamente.


 
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